I. IL PALAZZETTO DEGLI ANGUILLARA (Sec. XV)


Il Palazzetto degli Anguillara, sede dal 1920 della Casa di Dante, quale appare oggi, a circa novant’anni dal restauro, nella facciata d’ingresso.

Palazzetto degli Anguillara: il lato che guarda il Tevere.

Palazzetto degli Anguillara: il portale, con l’epigrafe «Casa di Dante».

Palazzetto degli Anguillara: lo stato di degrado dell’edificio nell’Ottocento, quale è attestato da un’incisione di C. Laplante (punto d’osservazione: la Via della Lungaretta).

Palazzetto degli Anguillara: lo stato di degrado dell’edificio nell’Ottocento, quale è attestato da un acquerello di E. Roesler Franz.

Le «case degli Anguillara» viste dal Tevere, in un acquerello ottocentesco di E. Roesler Franz: la Torre si intravede dietro gli edifici in primo piano, sul fondo a sinistra.

Palazzetto degli Anguillara: lo stato di degrado dell’edificio nell’Ottocento, quale è attestato da un acquerello di E. Roesler Franz: probabile veduta di quello che oggi è il cortile interno.

Palazzetto degli Anguillara: prospetto prima dei restauri.

Palazzetto degli Anguillara: la lapide commemorativa della consegna dell’edificio restaurato alla Casa di Dante, voluta dal Comune di Roma nella ricorrenza del sesto Centenario della morte del Poeta.

10 Palazzetto degli Anguillara: prospetto del cortile interno restaurato, con la grande scalinata che porta alla loggia da cui si accede, sulla sinistra, alla Sala delle conferenze.

11 Palazzetto degli Anguillara: particolare del cortile interno, con esibizione di antichi stemmi nobiliari.

12 Palazzetto degli Anguillara: particolare del cortile interno, con esibizione degli stemmi degli Anguillara.

13 Palazzetto degli Anguillara: particolare del cortile interno, con il porticato e la lunga bacheca espositiva di novità bibliografiche dantesche.


II. LA CASA DI DANTE


La Casa di Dante: Sala della Presidenza, con immagini di Dante e l’albero genealogico degli Alighieri.

La Casa di Dante: rappresentazione plastica dell’albero genealogico degli Alighieri.

La Casa di Dante: composizione di immagini del volto di Dante.

La Casa di Dante: Sala della Segreteria e delle riunioni del Consiglio direttivo, con armadi a vetri che accolgono antiche stampe e altri cimeli danteschi.

La Casa di Dante, Sala della Segreteria: maschera di Dante e piccolo busto marmoreo di Beatrice.

La Casa di Dante, Sala della Segreteria: ritratto di Dante, olio di Pietro Annigoni.

La Casa di Dante, Sala della Segreteria: terracotta di Carlo Fontana, rappresentazione di Dante a cavallo alla battaglia di Campaldino.

La Casa di Dante: la Sala delle conferenze, vista dal fondo.

La Casa di Dante: la Sala delle conferenze, vista dalla cattedra.

10 La Casa di Dante, Sala delle conferenze: busto bronzeo di Dante, sotto la cattedra.

11 La Casa di Dante: Sala dei seminari e conservazione di libri.


III. L'ISTITUZIONE


Il regio decreto del 16 luglio 1914, n. 796, istitutivo dell’Ente morale denominato «Casa di Dante».

Il regio decreto del 25 agosto 1920, n. 1470, di approvazione del nuovo Statuto della Casa di Dante, che sanciva «l’alto patrocinio» della Regina Margherita.

La firma autografa della Regina Margherita nella pagina iniziale del libro delle attività della Casa di Dante.


IV. LA BIBLIOTECA DELLA CASA DI DANTE


La Biblioteca della Casa di Dante: uno scorcio della Sala di lettura.

La Biblioteca della Casa di Dante: un altro scorcio della Sala di lettura.

La Biblioteca della Casa di Dante, Sala di lettura: un particolare dell’arredo, con orologio che esibisce sullo sfondo un ritratto di Dante.

La Biblioteca della Casa di Dante, Sala di lettura: ritratto di Dante, ottocentesco, appeso a uno scaffale.

La Biblioteca della Casa di Dante: una delle sale per la conservazione dei libri.

La Biblioteca della Casa di Dante: alcune edizioni di traduzioni di opere dantesche in lingue straniere possedute dalla Biblioteca.

La Biblioteca della Casa di Dante: altre edizioni di traduzioni di opere dantesche in lingue straniere possedute dalla Biblioteca.

Pagine del manoscritto della Commedia, con fine del canto vii e inizio del canto viii dell’Inferno.

Incipit dell’Inferno nell’incunabolo di Mantova, 1472, con capolettera miniato.

10 Explicit del Purgatorio e incipit del Paradiso, con capolettera miniato, nell’incunabolo di Mantova, 1472.

11 Explicit dell’incunabolo di Mantova, 1472.

12 Incipit dell’Inferno nell’incunabolo di Napoli 1477, dovuta probabilmente a Mattia d’Ormüz detto il Moravo (Mambelli, 6).

13 Explicit dell’incunabolo di Napoli, 1477, della Commedia.

14 Incipit del Convivio nell’incunabolo di Firenze, 1490, per Francesco Bonaccorsi, editio princeps del trattato.

15 Explicit dell’incunabolo di Firenze, 1490, del Convivio.

16 Pagine dell’incunabolo della Commedia di Pietro Cremonese, 1491, con postille e interpretazioni figurali già attribuite a Pietro da Figino, ora ad Antonio Grifo.

17 Pagine dell’incunabolo della Commedia di Pietro Cremonese, 1491, con postille e interpretazioni figurali già attribuite a Pietro da Figino, ora ad Antonio Grifo.

18 Pagine dell’incunabolo della Commedia di Pietro Cremonese, 1491, con postille e interpretazioni figurali già attribuite a Pietro da Figino, ora ad Antonio Grifo.

19 Pagine dell’incunabolo della Commedia di Pietro Cremonese, 1491, con postille e interpretazioni figurali già attribuite a Pietro da Figino, ora ad Antonio Grifo.

20 Pagine dell’incunabolo della Commedia di Pietro Cremonese, 1491, con postille e interpretazioni figurali già attribuite a Pietro da Figino, ora ad Antonio Grifo.

21 Pagine dell’incunabolo della Commedia di Pietro Cremonese, 1491, con postille e interpretazioni figurali già attribuite a Pietro da Figino, ora ad Antonio Grifo.


V. ICONOGRAFIA DANTESCA


Ritratto di Dante tradizionalmente attribuito a Giotto (o di scuola giottesca). Affresco nel Palazzo del Bargello, Cappella della Maddalena, a Firenze.

Ritratto di Dante attribuito a Giovanni del Ponte, raffigurato sul verso del foglio di guardia del codice Ricc. 1040 della Biblioteca Riccardiana di Firenze.

Andrea del Castagno, ritratto di Dante: affresco (databile fra il 1449 e il 1451) nel cenacolo dell’ex convento di S. Apollonia, a Firenze.

Domenico di Francesco, detto di Michelino, partic. dell’ampia composizione raffigurante Dante e il suo poema: tavola nella basilica di S. Maria del Fiore, a Firenze (1465 circa).

Sandro Botticelli, ritratto di Dante (1495 circa), Genève, Collez. priv.

Luca Signorelli, ritratto di Dante: affresco (databile fra il 1500 e il 1504) nella Cappella della Madonna di San Brizio, nel Duomo di Orvieto.

Raffaello Sanzio, ritratto di Dante: partic. dell’affresco La disputa del Sacramento (1509), nella Stanza della Segnatura, Città del Vaticano.

Raffaello Sanzio, ritratto di Dante: partic. dell'affresco Il Parnaso (1510-1511), nella Stanza della Segnatura, Palazzi Apostolici Vaticani, Città del Vaticano.

Henry Holliday. Incontro di Dante con Beatrice sul Lungarno (1883), Walker Art Gallery, Liverpool (GB).

10 Gustave Doré, ritratto di Dante, nella serie delle illustrazioni della Divina Commedia (fine '800).


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